Chi sono e che cosa ho fatto finora

Matteo Marchesi, laureato a Torino in psicologia clinica e di comunità a Novembre del 2004 con una tesi dal titolo: “Cannabis e schizofrenia”. All’ultima domanda della commissione di laurea: “E’ possibile che si slatentizzi una schizofrenia dopo l’uso di cannabinoidi?”, risposi con sicurezza: “No, dagli studi non risulta, al massimo una psicosi transitoria”. Una settimana dopo diventa noto, in seguito ad autorevole ed indiscutibile studio, che invece forme di schizofrenia sono state riscontrate dopo l’uso di cannabinoidi.

Che cosa ho imparato? Che il metodo scientifico e la conoscenza cambiano le carte in tavola improvvisamente e bisogna studiare ed aggiornarsi di continuo.

E poi cercare di non rispondere con sicurezza troppo spesso.

Per mantenermi e per pagarmi gli studi ho lavorato in una comunità psichiatrica a copertura h24 facendo le notti e poi tutti i turni diurni possibili.

Grazie a questo lavoro, ho potuto specializzarmi in Psicoterapia Cognitiva a Torino nel 2012: i miei professori di riferimento sono stati Fabio Veglia, Bruno Bara, Fabio Mancini, Antonio Semerari e Giovanni Liotti. A quel tempo il focus della formazione riguardava la coscienza, le modalità di interazione biologiche tra esseri umani, i disturbi di personalità e le forme nelle quali gli esseri umani ricostruiscono la realtà.

Negli stessi anni mi sono formato in educazione sessuale, sessuologia e terapia sessuale nel corso di quattro anni di master.

Ho iniziato a lavorare in studio con i pazienti e presso un S.e.r.t. di Torino con utenti tessicodipendenti da alcool, eroina, cocaina e cannabinoidi; nello specifico con questa utenza poiché la trasformazione dei Servizi in S.e.r.d. e l’ampliamento dei trattamenti anche alle dipendenze comportamentali avvenne soltanto successivamente.

Nel confronto con la psicoterapia ed i pazienti ho riscontrato la necessità di approfondire gli effetti dei traumi ed il disturbo post traumatico da stress e mi sono formato nel trattamento dei traumi tramite l’E.m.d.r.

Questo non è stato sufficiente e mi sono formato con Kathy Steele sulla dissociazione traumatica e nel frattempo anche sul rapporto mente corpo con Van Der Kolk e sulle risposte neurobiologiche ai traumi puntuali e a quelli ripetuti nel tempo.

Nello stesso periodo ho approfondito la teoria sulla organizzazione della mente in schemi di emozioni, pensieri e comportamenti proposta dalla Schema Therapy; ma ogni teoria è una coperta corta della realtà, e ho dunque studiato l’organizzazione della personalità e dei suoi disturbi intesi come disturbi di personalità principali e secondari di Theodore Millon.

Nessuna teoria è esaustiva della complessità della mente, dunque sono ritornato alla vecchia passione della neurologia, neuropsicologia e dei fondamenti anatomo fisiologici dell’attività psichica, all’hardware di come funzionano neurotrasmettitori, connessioni neuronali e circuiti cerebrali.

Dal 1999 e per quattro anni scolastici, ho presenziato tutte le settimane ai colloqui dello sportello di ascolto di un Itc della provincia di Torino tenuti da uno psicoterapeuta esperto. Andato lui in pensione, ho vinto il bando per lo sportello di ascolto dell’anno seguente e ho iniziato a gestire il primo sportello di ascolto per alunni, genitori ed insegnanti da solo. Da allora ho sempre gestito due o tre sportelli di ascolto per ciascuna annualità e a tutt’oggi non ho intenzione di interrompere questa tradizione poiché intervenire il prima possibile può essere risolutivo di certe difficoltà nella crescita dei preadolescenti e degli adolescenti.

Intorno al 2013, lavoravo metà settimana a Torino e metà a Firenze presso l’ospedale di Careggi presso il Centro Regionale per le Criticità Relazionali; qui mi occupavo di facilitazione del cambiamento con progetti interni all’ospedale e ho tenuto colloqui di psicoterapia con familiari ed ex pazienti della terapia intensiva.

Terminata la collaborazione con l’ospedale, sono stato responsabile del primo progetto della Regione Piemonte sul trattamento in psicoterapia a cadenza settimanale di uomini maltrattanti e di sex offender in carico ai Servizi Sociali o con procedimenti penali in corso, ma non ancora, eventualmente, condannati.

Al termine di questo primo progetto regionale, ne è stato avviato un secondo finanziato dal Ministero per le Pari Opportunità con la stessa tipologia di utenza e finalità.

Mi sono poi specializzato in criminologia ed attualmente collaboro con alcuni studi legali per i quali svolgo perizie, profiling e psicoterapia a cadenza settimanale presso il carcere Lorusso e Cutugno di Torino dove lavoro principalmente con sex offender, pedofili e attori di reati comuni.

Questa esperienza insieme al periodo al S.e.r.t. è la più difficile e logorante della mia carriera.

Negli anni 2014 – 2023 sono stato Consigliere di Ammistrazione del C.i.d.i.s di Orbassano dove ho toccato con mano le vertigini date dalla responsabilità di deliberare scelte, insieme ad altre due persone, che avrebbero influenzato la vita di migliaia di cittadini e famiglie.

Ho deciso di dimettermi dal mandato in concomitanza a difficoltà personali e ad una operazione chirurgica per rimuovere qualcosa che per fortuna si è rivelato di poco conto.

In studio con me lavora anche Yuma che accoglie tutti i pazienti come attesi membri del nostro branco e poi generalmente dorme su una sedia.


Torna alla pagina precedente