Il terapeuta cognitivo

“Il terapeuta cognitivo non cerca di risolvere i problemi del paziente, e nemmeno tenta rispettosamente di aiutarlo a risolverli: invece lo aiuta a capire come mai lui ha quel problema.”
(Bruno G.Bara) *

Il potere in una relazione di aiuto è sbilanciato; una richiesta esplicita (“dottore, sto male, mi aiuti”) è tale generalmente soltanto finché il paziente non ha intuizioni riguardo allo stare meglio. Non appena il clima emotivo delle sedute porta la persona a sperimentare un benessere anche solo temporaneo ed a sperare di nuovo per sé, una relazione improntata sull’accudimento sarà fuori tempo. Lo spostamento della relazione sul capire e dare un nome al problema del paziente e al come mai il paziente ha quel problema diventa la naturale evoluzione delle sedute. Paziente e terapeuta saranno l’uno a fianco all’altro in una relazione nella quale il paziente è il maggior esperto di se stesso, delle sue emozioni, dei suoi pensieri e delle sue sensazioni, ed il terapeuta è un alleato esperto del funzionamento dei processi della mente umana.

a cura del dott. Matteo Marchesi

* Bruno G. Bara è Ordinario di Psicologia della Comunicazione presso l’Università di Torino. Direttore del Centro di Ricerca in Scienza Cognitiva dell’Università e Politecnico di Torino. Socio Didatta della SITCC e Direttore scientifico delle Scuole di Psicoterapia Cognitiva di Como, Torino e Genova.