Trattamento di una fobia

Trattamento di una fobia

Daniele (il nome è di fantasia) è un mio parente acquisito e caro amico che scoprii affetto da una intensa paura per i ragni durante una partita a monopoli in giardino. Un ragno non più grande di una capocchia di spillo uscì da vicolo corto e, prima che ce ne accorgessimo, Daniele era già balzato ad almeno cinque metri di distanza rovesciando la sedia.
L’attenzione si focalizza su ciò che più temiamo e noi eravamo concentratissimi nel non finire su viale dei giardini.
Raccolto il ragno e posato sulla pianta di pomodori riprendemmo la partita tra i racconti più terrorizzanti degli incontri ravvicinati avuti da Daniele, tra cui la fuga disperata gettandosi dal primo piano di una cascina col rischio di rompersi l’osso del collo.
Stentavo a credere che fosse davvero così intensa la sua paura e gli proposi di trattare la fobia con l’Emdr dal momento che c’era un ricordo sul quale provare a lavorare.
Ci prendemmo un pomeriggio libero per elaborare tutti i ricordi a partire dal più antico e questa parte ebbe grande successo: il ripensare agli eventi in cui erano presenti ragni non scatenava più reazioni emotive.
L’Emdr è uno strumento di sicura efficacia nel trattamento di emozioni e pensieri non adattivi, e avreste riconosciuto facilmente come il pensiero “io sono in pericolo” e il terrore nel vedere un ragno fossero non adattivi per un uomo, all’epoca, di più di cento chili.
La parte sulla quale non potevo pronunciarmi era la stabilità dell’equilibrio emotivo nei nuovi incontri con i ragni. Lavorammo a lungo anche su questa parte e sul fare dei “film” in cui Daniele vedeva ragni e riusciva a gestire le sue emozioni.
Ci lasciammo stanchi e provati da un pomeriggio in cui mi era sembrato di torturarlo con ricordi che chiaramente lo terrorizzavano.
Il risultato però è stato ottimo, i ragni in televisione non lo spaventavano più come prima e ad oggi, dopo più di un anno, Daniele riesce a gestire le sue emozioni. Risultato fondamentale perché nel suo nuovo lavoro sale sui tetti a diversi di metri di altezza e lavora anche sulle coperture dei capannoni industriali dove spesso deve togliere le ragnatele con una scopa. Era molto soddisfatto quando mi ha detto di averle tolte qualche volta anche con le mani.

Se pensi di aver bisogno di capire come fare per superare questo genere di problemi, contattami

a cura del dott. Matteo Marchesi

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