Quando una coppia si separa

Quando una coppia si separa, per i figli inizia un difficile percorso che può rappresentare un’occasione di crescita o di grande sofferenza.

Le litigate e le parole che vengono dette dagli adulti colpiscono violentemente anche i bambini che non sanno cosa credere e cosa pensare. La sofferenza che provano diviene così intensa da diventare soffocante: che ne sarà di me? Chi mi proteggerà? Chi si occuperà di me? Che ne sarà del mio papà? E della mia mamma? Dovrò cambiare casa?
Cresce una sensazione di incertezza e di impotenza rispetto a un evento che temono e che non vogliono che accada e affrontano uno dei problemi più grandi per un bambino: come stare vicino ai genitori che si lasciano. Anche la separazione che avviene al culmine di mesi di litigi, durante i quali uno dei genitori è nel giusto agli occhi del bambino, provoca nel suo cuore una lotta, un tiro alla fune tra sentimenti opposti. I figli tendono a proteggere il genitore che vedono più in difficoltà, ma lo schierarsi rappresenta l’occasione di fare un torto all’altro genitore che pensano soffrirà per causa loro. Questi sentimenti li allontanano un po’ da entrambi, perché non si può stare troppo vicino né all’uno, né all’altro. I nonni, quando riescono a non prendere le parti dei rispettivi figli, rappresentano una risorsa per i bambini:  non vogliono prendere posizione. Si crea dunque un legame salvifico per l’equilibrio del bambino, uno spazio sicuro nel quale può concedersi di non instaurare una breve ma dolorosa alleanza. Difatti le alleanze sono brevi poiché sono insostenibili: i sentimenti e le paure che provano i figli rompono gli equilibri molto rapidamente, facendo sperimentare ambivalenza, confusione, rabbia, disperazione.
I genitori ai ferri corti generalmente tendono, a volte in modo deliberato, a far pressioni sui figli contro l’altro genitore, talvolta sapendo di far loro del male e mancando in modo gravissimo al loro mandato di genitori.
Dobbiamo ricordarci che genitori si è per sempre, anche quando non si è più una coppia. Le decisioni per i figli vanno prese secondo una prospettiva educativa e non per “togliere i figli all’altro”.
Molto spesso mi è capitato di osservare questo fenomeno distruttivo per i bambini, tanto che adolescenti confusi hanno iniziato a fumare, tagliare da scuola, smettere di studiare, frequentare compagnie per loro dannose per il fatto che genitori in lotta tra loro non davano regole. Spesso è sufficiente che anche solo uno dei due rinunci al suo ruolo di genitore nella guerra alla distruzione dell’autorevolezza dell’altro.
Così ragazzi che avrebbero potuto attraversare l’adolescenza più serenamente, hanno invece perso anni di scuola quando solo uno dei due genitori poneva regole scomode, ma educative, mentre l’altro comprava giochi e il motorino, comprando di fatto un’alleanza ma perdendo la sua autorevolezza di genitore.

Alcuni punti fermi.

  • Quando una coppia si separa, si separa la coppia, non i genitori.
  • Non si smette mai di essere genitori.
  • Ciò che spaventa i figli è la paura di non essere più amati. Rassicurateli che questo non può accadere!
  • Quando i figli hanno domande rispondete loro spiegando le cose in modo chiaro e semplice.
  • Non cercate di comprarli con giochi o cibo, rispondereste in modo distorto alle loro richieste di rassicurazione.
  • Non va mai data la colpa all’altro genitore.
  • Non state loro addosso per lenire i vostri sensi di colpa, quando sentiranno di volersi aprire verranno loro a cercarvi.
  • Le decisioni che riguardano i figli devono seguire un obiettivo educativo condiviso.
  • I nonni possono essere un grande aiuto.
  • Un consulente può fornire un punto di vista esterno ed aiutare la non più coppia ad essere ancora genitori.

a cura del dott. Matteo Marchesi

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