Porno dipendenza

E’ emersa negli ultimi anni una nuova patologia favorita dalla disponibilità e dalla facilità di fruizione grazie a internet:

la dipendenza dalla pornografia.

Louanne Cole Weston psicologa americana e studiosa dell’argomento ritiene che esistano diversi motivi per i quali vengono ricercate immagini e filmati porno, ad esempio:

– il desiderio di veder realizzate le proprie fantasie;

– il ricercare ausili per la masturbazione;

– l’evitare il coinvolgimento nell’intimità di una relazione reale.

Per esempio in una relazione una fantasia, ad esempio il sesso orale, potrebbe essere molto eccitante per uno e molto poco o disgustoso per l’altro partner; in questa situazione l’accesso alla pornografia potrebbe limitarsi a integrare una mancanza all’interno di una relazione stabile e per altri aspetti soddisfacente che i partner desiderano mantenere. Potrebbero intervenire la vergogna, la paura del giudizio quali ostacoli alla condivisione delle proprie fantasie oppure il rifiuto a proporre o realizzare certe pratiche che invece trovano larga espressione nei porno.

In altre situazioni, l’accesso a contenuti pornografici è funzionale all’aumentare il livello di eccitazione e favorire la masturbazione. In questo caso potrebbe verificarsi un fenomeno di assuefazione e un innalzamento della soglia necessaria per l’eccitazione per cui si rende necessario l’uso di filmati a contenuto sempre più forte o con persone sempre più attraenti o perfette che può alimentare la delusione nelle relazioni con partner normali. Questa situazione potrebbe diventare un ostacolo al fruire di una sessualità serena con un partner che sia una persona normale e non agisca come una pornostar o non rispecchi i modelli di bellezza artefatta dei film porno.

Vi è poi una questione che riguarda la frequenza di utilizzo della pornografia e della masturbazione che per il carattere piacevole potrebbe favorire un uso compulsivo. In questo caso la masturbazione diventa un bisogno difficilmente arrestabile, un pensiero fisso oppure un’attività che occupa ore della giornata fino ad arrivare a impegnare la maggior parte del tempo.

L’alta frequenza di accesso ai porno, come per le droghe, potrebbe innescare il bisogno di dosi sempre maggiori che in questo caso non sarebbero rappresentate solo dalla quantità, ma potrebbero essere anche ciò che viene mostrato.

A questo riguardo, le persone che dichiarano che non guarderebbero mai contenuti estremi, come sessualità con animali, con le feci, l’urina o il bondage violento, potrebbero fare il salto entrando in contatto con questi contenuti per caso, curiosità o scelta.

Alcuni autori rifiutano categoricamente che possa accadere un fenomeno di escalation per cui si passerebbe da contenuti straight a forme marginali o estreme, tuttavia potrebbero invece verificarsi fenomeni di uso compulsivo e di assuefazione.

Dunque l’uso di materiale pornografico potrebbe costituire un palliativo alle difficoltà di dialogo all’interno della coppia con la possibilità di giungere all’evitamento di quote importanti di intimità tra i partner, ma talvolta ne diventa la causa portando via tempo, risorse e fantasia che potrebbero altrimenti essere impegnati nella relazione.

 

dottor Matteo Marchesi
psicoterapeuta  e sessuologo

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