La fine di una storia d’amore

La fine di una storia di amore

Il senso di rifiuto legato alla fine di una storia d’amore causa un profondo senso di perdita ed un generale effetto negativo sull’umore. Può innescarsi un processo depressivo che in casi estremi riportati dalle cronache può portare al suicidio, allo stalking o all’omicidio. Lo studio seguente illustra i legami tra l’attivazione neurofisiologica e gli stati d’animo di chi è lasciato e rivede la foto dell’amato/a.

L’innamoramento è stato associato a set specifici di caratteristiche fisiologiche, psicologiche e comportamentali. Queste caratteristiche includono l’attenzione dedicata all’individuo preferito, la riorganizzazione delle priorità, la sensazione di aumentata energia, cambiamenti di umore, risposte del sistema nervoso simpatico come sudore e batticuore, dipendenza emotiva, aumento del desiderio sessuale, possessività, pensieri ossessivi su di lui o su di lei, smania di unione emotiva con il partner, gesti di affiliazione, comportamenti orientati allo scopo, motivazione intensa ad ottenere e mantenere la relazione con un certo partner. Il senso comune e l’esperienza suggeriscono quanto possa essere complessa l’operazione di ricerca di un nuovo equilibrio dopo la fine di una relazione, lo studio seguente tenta di dare un contributo scientifico.

“Ricompensa, dipendenza e sistema di regolazione delle emozioni associati con il rifiuto in amore” (Reward, Addiction, and Emotion Regulation Systems Associated With Rejection in Love) è uno studio condotto su un gruppo di 10 donne e 5 uomini che si dichiaravano innamorati di un partner che recentemente (in media due mesi prima) li aveva lasciati dopo una relazione durata mediamente due anni. L’intensità dell’amore provato dai soggetti del test è stato valutato sulla scala del test Passionate Love Scale (Hatfieldand Sprecher, 1986) ed ha valor medio 8.0 ± 0.6 (range della scala: minimo 1, massimo 9).

I ricercatori hanno studiato cosa succede in quei momenti nel cervello somministrando ai soggetti due immagini: la prima, un viso familiare di una persona con la quale non vi erano legami affettivi importanti; la seconda, la fotografia del viso dell’amato/a.
Sono stati fotografati i loro cervelli nelle due situazioni e studiate le funzioni delle aree attivate.

Le immagini ottenute alla risonanza magnetica funzionale hanno mostrato un’attivazione delle aree coinvolte anche negli stati di astinenza da cocaina (craving), delle aree legate alla regolazione emotiva, in virtù del tentativo dei partecipanti di gestire le emozioni contrastanti e di regolare i picchi di disperazione. I ricercatori hanno verificato anche l’attivazione di aree che si ritiene siano legate all’attaccamento e alla costruzione della coppia stabile.

In conclusione, si ritiene che dopo la fine di una relazione amorosa il cervello delle persone che sono state lasciate, e si sentono ancora legate all’idea del partner, funzioni per alcuni aspetti come se la persona fosse in astinenza da sostanza; il faticoso tentativo di gestire ricordi, sensazioni ed emozioni riattivate dal ricordo del partner è stato fotografato mentre era in atto, testimoniando l’attivazione legata alla perdita, il tentativo di riacquistare un equilibrio emotivo, l’attivazione del sistema dell’attaccamento e della richiesta di cure al partner perduto ed infine il desiderio di riconquistare l’amato/a per ricostruire una coppia stabile. Dando conto con teorie scientifiche quindi della fatica e delle intense spinte, a volte contrastanti, che sentiamo quando una relazione ha termine.

a cura del dott. Matteo Marchesi

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