EMDR – desensibilizzazione tramite movimenti oculari

EMDR – desensibilizzazione tramite movimenti oculari

“Un bambino può cadere dalla bicicletta e piangere, ma con il conforto e le cure appropriate, la paura passa e il bambino impara cosa è necessario fare per andare in bicicletta in modo sicuro. Ma alcuni bambini cominciano a manifestare ansia rispetto all’andare in bicicletta e il disagio con il tempo non diminuisce. La persistenza del disagio dimostra che il sistema di elaborazione delle informazioni del bambino ha immagazzinato l’esperienza senza elaborarla fino a raggiungere una risoluzione adattiva. Così l’andare in bicicletta rievocherà in quel bambino i sentimenti legati alla caduta, invece di richiamare a livello cosciente la piacevolezza dell’andare in bicicletta o il dolore passeggero. L’evento rimarrà congelato nel tempo, associato alla paura e al dolore. Questo aspetto rimane come base per risposte inappropriate (disfunzionali) a eventi simili: diventa cioè un evento di riferimento per qualsiasi esperienza ad esso associabile”. (F. Shapiro in Manuale di EMDR e terapia familiare).

Il modello alla base dell’EMDR teorizza che la patologia si determini quando esperienze non elaborate vengono immagazzinate all’interno della propria rete di ricordi senza che si possano connettere a ricordi maggiormente adattivi. Pertanto una persona può osservare una miriade di contro esempi, può avere a disposizione delle ristrutturazioni cognitive pertinenti, delle alternative di esempi di successo, senza modificare le emozioni associate ai fallimenti personali.

E questo vale per tutte le nostre paure.

L’EMDR

L’Eye movement desensitization and reprocessing (EMDR) é un trattamento psicoterapeutico sviluppato per alleviare lo stress causato dai ricordi. Dopo un trattamento le emozioni negative diminuiscono di intensità, diminuisce l’attivazione corporea e si modificano le convinzioni negative legate al ricordo dell’evento, come la sensazione di impotenza, colpa, insicurezza, vergogna.

Il ricordo viene dunque elaborato.

L’Emdr esplora tre aree:

  • il passato, ove risiede il terreno di lavoro nel quale sono elaborati i ricordi;
  • il presente, dove vengono affrontati gli eventi che nel momento attuale provocano reazioni emotive dolorose o disfunzionali;
  • il futuro, dove si lavora sull’anticipazione delle situazioni ed eventi critici per la persona.

L’EMDR è usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e risolvere i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente. Queste esperienze traumatiche possono consistere in:

  • Piccoli/grandi traumi subiti nell’età dello sviluppo
  • Eventi stressanti nell’ambito delle esperienze più frequenti (aborti, lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti, bullismo, umiliazioni)
  • Eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, torture, violenza).

Come si svolge la seduta?

Durante la sessione di EMDR il paziente si concentra sul materiale emotivamente disturbante e si susseguono brevi sequenze durante le quali l’attenzione si focalizza sull’immagine disturbante del ricordo, sulle sensazioni fisiche, sui pensieri e le convinzioni. Il terapeuta fornisce uno stimolo esterno tramite movimento delle dita che il cliente segue con lo sguardo o tapping sul dorso delle mani del paziente.

Il cliente è sveglio, cosciente e riporta costantemente i cambiamenti che nota al terapeuta dopo ogni set di stimolazione.

La stimolazione del terapeuta attiva alternativamente entrambi gli emisferi cerebrali del paziente facilitando la comunicazione interemisferica attraverso il corpo calloso e l’accesso alla rete del ricordo doloroso creando nuove associazioni con altri ricordi e informazioni positive già presenti nella storia del paziente fino a quel momento non disponibili. Il terapeuta interrompe ad intervalli regolari la stimolazione bilaterale per accertarsi che il cliente elabori adeguatamente da solo. Il terapeuta facilita la spontanea elaborazione guidando il paziente attraverso il materiale clinico rilevante fino alla completa riduzione del livello di disturbo notata dal cliente. Questa è legata ad una riduzione della sintomatologia, ad un cambiamento nelle convinzioni negative del cliente verso quelle positive nuove, ed alla prospettiva di una funzionalità ottimale. Le nuove associazioni consentono l’elaborazione del ricordo originario che non si dimentica, il ricordo non si perde, ma perde la connotazione negativa e disturbante.

Il trattamento con l’EMDR può durare da un minimo di 1-3 sedute . Il tipo di problema, le circostanze di vita e l’entità dei traumi passati determineranno il numero di sedute necessarie. L’EMDR può inserirsi nell’ambito di una psicoterapia più complessa, come tecnica risolutiva per sintomi particolarmente disturbanti.

Le convinzioni negative

Le nostre esperienze ci hanno insegnato cose su di noi, sugli altri e sul mondo in cui viviamo. Spesso reagiamo agli eventi in maniera automatica sulla base di queste convinzioni rischiando di perdere occasioni e opportunità a causa di ciò che ci portiamo dietro e che non abbiamo risolto. Le convinzioni negative su di noi possono riguardare:

l’autodifettosità : io non vado bene, declinato nei temi dell’amore (non sono amabile), del valore (non valgo abbastanza); la colpa/responsabilità: ho sbagliato/sono sbagliato;
la sicurezza/vulnerabilità: sono in pericolo;
il controllo: sono impotente

Questi pensieri restano silenti fino a quando incontrano una causa scatenante nel presente che li riattiva e impedisce alla persona di affrontare le sfide attuali per il peso ad esempio dei fallimenti o dei traumi del passato.

Proviamo a pensare al peggior ricordo del periodo delle scuole elementari.
Probabilmente ci fa ancora male oggi.

a cura del dottor Matteo Marchesi

Link EMDR:

1) Siamo fatti delle nostre storie

2) Cosa serve per superare un trauma?

3) Emdr sito italiano

4) Emdr sito internazionale

5) Linee guida dell’EMDR