Cyberbullismo

Quando un contenuto privato, che sia un’immagine, un video, una frase, viene condiviso attraverso un mezzo informatico esso può diffondersi senza possibilità di controllo.

L’avanzamento tecnologico degli ultimi anni ha messo a disposizione di bambini e adolescenti nuovi strumenti di comunicazione. Network di condivisione in rete: Facebook, Netlog, Twitter, piattaforme per aprire sessioni di videochat con sconosciute/i come Chatroulette, telefoni con videocamera e collegamento a internet, consentono la diffusione pressoché istantanea di contenuti privati.

I vantaggi di questi sistemi sono di poter condividere informazioni e contenuti rapidamente mettendoli a disposizione dei propri amici e conoscenti, lo svantaggio è che non sempre l’informazione che immettiamo nella rete raggiunge i soli destinatari ai quali la indirizziamo.

Il vecchio adagio: sai da dove parte, ma non puoi sapere dove arriva.

Per bambini e adolescenti è in questo modo che inizia quello che per alcuni assume le caratteristiche di una brutta avventura, ma per altri di un vero e proprio incubo.

Sexting – un adolescente che invia una sua foto oppure in una videochat mostra il suo corpo, consente alla/e persone al di là dello schermo di salvare immagini e video dei suoi gesti senza sapere se questo sta realmente accadendo oppure no.

Ma a quel punto è troppo tardi, immagini e video salvati possono essere diffusi ed essere motivo di prese in giro, emarginazione, violenze, bullismo.

Con conseguenti gravi ripercussioni sul piano emotivo e psicologico: cambiare casa e città non basta, poiché le informazioni in rete sono ovunque vi sia una connessione e non hanno data di scadenza o possibilità di essere cancellate definitivamente.

Vi è il caso invece di veri e propri atti di bullismo perpetrati attraverso mezzi informatici, come il costruire un personaggio o il fingersi qualcun altro ed estorcere confessioni e informazioni personali per diffonderle, ricattare la vittima o umiliarla.

Il Moige ha definito un decalogo per i genitori per un web sicuro, eccolo.

a cura del dott. Matteo Marchesi

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